
Gli Oliveti
Il centro aziendale e la maggiore estensione di olivi si
trovano a San Giovanni Profiamma situata a nord di Foligno
lungo la valle del fiume Topino su terreni collinari, molto
argillosi, abbastanza declivi.
Al Vocabolo Hoffman lungo la S.S. 3 Flaminia troviamo la "Chiusa
della Fonte Nuova", circa 1000 olivi impiantati nel
1994 come prova di selezione clonale della varietà
moraiolo in collaborazione con l'istituto di colt. arboree
dell'università di Perugia; salendo a circa 350 m.t.
s.l.m. e contigua alla precedente troviamo la "Chiusa
della Fonte" circa 1500 olivi di varietà moraiolo.
Dopo due curve tornanti, salendo sulla ns. destra troviamo
la "Chiusa di Candiotti", circa 2000 olivi
in prevalenza di varietà moraiolo, ma con presenza
per infittimento e impollinazione, della varietà frantoio:
qui si trovano, accanto a piante dal fusto secolare (2 o 3
secoli), polloni riallevati dalla ceppaia dopo la gelata del
1956. Salendo ancora si raggiunge così ad uno spiazzo
contornato da due case rurali, da una rimessa per gli attrezzi
agricoli e da un piccolo lago creato per l'irrigazione "a
goccia" degli oliveti. Intorno al lago, impiantati nel
1983, con "moderni" sistemi e predisposti per la
raccolta meccanica troviamo la "Chiusa di Mancia Nuova"
con 2300 ulivi (qui la varietà prevalente è
il frantoio); questa "Chiusa" è per circa
la metà a disposizione dell'Ist. di Colt. Arboree di
Perugia che lo coltiva e vi effettua continuamente una serie
di prove i cui risultati sono nelle pubblicazioni scientifiche
dei professori dell'istituto.
La "Chiusa di Mancia Vecchia" sovrasta salendo
verso ovest la precedente; con 2000 moraioli secolari in purezza.
Seguitando a salire lungo la strada dopo un tornante sulla
destra si trova la "Chiusa di prova" definita
così perchè già negli anni 40 Pietro
Cipolloni, insieme ai prof. Jacoponi (Colt. arboree) e prof.
Lucchese (Entomologia) qui effettuava le sperimentazioni per
migliorare le piante che sono ancora oggi una costante nella
conduzione dell'azienda. Arrivati ad oltre 450 m.t. s.l.m.
troviamo il "Convento Casa delle pecore"
nomi dovuti dall'uso fattone nel tempo, una grande abitazione
rurale circondata dagli ulivi della "Chiusa del Monte
Cucco" dove abbiamo reimpiantato la metà di
circa 3000 olivi di moraiolo, inserendo, sempre in collaborazione
con l'università anche altre varietà in prova.
Ad ovest del Convento, c'è la "Chiusa di Massenzi"
composta da olivi di Moraiolo secolari il cui grande fusto,
proprio per le sue dimensioni, permise di sopravvivere alla
gelata del 56. Seguitando poi la stradina che costeggia la
chiusa di Monte Cucco troviamo sulla ns. destra, al di sotto
di essa, la "Chiusa del Burrone" dove i circa
2000 moraioli furono impiantati su un terreni molto in declivio
(pendenza del 40%): dopo circa un km troviamo un bosco dove
si praticava "l'uccellagione" cioè la cattura
con reti di uccelli vivi da richiamo. Il bosco scende in una
stretta valle fino alla strada comunale che corre sul fondo
valle vicino ad un ruscello.
L'altro versante di questa "gola", verso est, troviamo
dai 300 ai 500 m.t. s.l.m. la "Chiusa della Valle"
che prende il nome dalla configurazione geomorfa e dal paese
omonimo che la sovrasta; anche qui la prevalenza è
del moraiolo ma con molti impollinatori di frantoio e leccino
reimpiantati.
Deviando dalla strada della valle al suo apice a circa 500
m.t. s.l.m. imbocchiamo una strada sterrata che dopo circa
1,5 km attraversando oliveti di altri proprietari ci porta
alla "Chiusa dello Zampirone", dove, su una
dolce collina sovrastata dalla casa padronale, troviamo circa
6000 moraioli in purezza di cui la parte più alta è
secolare o composta da polloni del 1956 e la più bassa
che va a lambire di nuovo la S.S. 3 flaminia, reimpiantata
con una età che va dai 40 ai 70 anni (probabilmente
dopo l'altra grande gelata degli olivi di questo secolo, nel
1929).
Attraversato il fiume Topino dall'altro versante della valle
che sale verso l'Appennino lungo la S.S. 77 della Val di Chienti
che congiunge Foligno alla sua frazione più lontana,
Colfiorito, troviamo in località Colle S. Lorenzo
gli oliveti più alti da 500 a 700 m.t. s.l.m. dell'azienda,
affittati a noi da lungo tempo dai discendenti di una antica
famiglia di proprietari e notabili di Foligno, i Sorbi. Come
in quasi tutto il versante che stiamo descrivendo, i terreni
sono qui molto declivi (45% di pendenza) "strappati"
dagli avi al bosco ceduo che ancora circonda a tratti gli
oliveti. Dei circa 6000 piantoni di moraiolo della chiusa
di colle san Lorenzo circa 2400 sono state reimpiantate dopo
la gelata del 1985 con varietà moraiolo e frantoio.
Per completare il giro dell'azienda olivicola bisogna ora
puntare verso ovest, verso i Colli Martani ed a Montefalco
in loc. Pietrauta a 450 mt. s.l.m.
Qui troviamo altri olivi, circa 1800 di varietà moraiolo
e con alcune (circa 300) piante di olive da tavola che nel
1970 Alberto Cipollini insieme al prof. Antognozzi dell'Università
di Perugia impiantarono per saggiarne l'adattamento ai nostri
climi per poi valutare la possibilità di impianto in
Umbria; a Pietrauta di Montefalco dai nostri oliveti e dai
nostri vigneti di Sagrantino esposti a nordest si può
vedere l'altro lato della valle e gli oliveti aziendali a
San Giovanni Profiamma e Colle S. Lorenzo, le cittadine di
Trevi, Spello ed Assisi circondate dagli oliveti della zona
a Denominazione Origine Protetta "Umbria", sottozona
"Colli Assisi-Spoleto" che ritengo, a buona ragione,
la "Costa d'oro" dell'olivicoltura mondiale dove
viene prodotto il migliore olio del mondo sia come vertici
assoluti sia come qualità media negli anni.
In questa "Costa" infatti la varietà moraiolo
in quasi purezza (90%) inserita da molti secoli in questo
ambiente, il clima continentale freddo che rende quasi impossibile
l'attacco della mosca olearia ed i terreni uniti dalla ottima
conduzione degli oliveti e alla attenta trasformazione contribuiscono
unitamente al raggiungimento di vertici qualitativi irripetibili
in qualsiasi altro ambiente.
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